EXPL 02: l’imperatore è lungimirante

In questo luogo il regnante è venerato, non solo come un dio, ma come una forza della natura. I fiumi sono il suo sangue, le nuvole i suoi pensieri, gli alberi i suoi peli, le colline i suoi foruncoli. Mi hanno catturato ed esposto a corte come una rarità. Il sovrano Quitzacoatl, incuriosito dal mio aspetto, ha deciso di passare del tempo con me, da solo, per studiarmi, e così mi ha dato occasione per studiarlo a mia volta. È un uomo eccezionale, ma forse non potrebbe non esserlo. C’è in lui una scintilla di vero potere, una volontà tangibile e concreta in grado di donare concretezza tanto ai desideri effimeri che a quelli lungamente meditati. Più di ogni altra cosa, l’imperatore è lungimirante. Mi ha condotto per le sue terre smeraldine, mi ha fatto assistere all’amministrazione della giustizia, ha lasciato che fosse la mia mano a suonare il tamburo rituale che ordina l’inizio dei sacrifici. E ha fatto di più: ha esaltatao il mio cuore, inebriandomi con una frazione minuscola del suo potere. L’ha fatto, credo, con il duplice scopo di mostrarmi la sua fibra, la sua fermzza, di uomo che non abusa di ciò che ha, ben consapevole delle conseguenze. Ma anche, credo, per farmi partecipe della fatica del suo ruolo, per mostrarmi che la sua condizione è sfibrante. Ho intravisto la stanchezza nel suo occhio.
Sono scappato con una semplicità sospetta, senza trucchi o Vertigine. Credo che l’imperatore fosse ben consapevole del mio ruolo di esploratore e delle conseguenze del mio resoconto. Non ha figli né eredi, e la sua vita millenaria volge al termine.

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