EXPL 23: Yom Kippur

Questo posto aderisce all’antica tradizione dello scaricare i peccati della comunità su un capro espiatorio. Questo stratagemma di pulizia morale è presente in molti posti, e stranamente la bestia prescelta è sempre un ovino o l’equivalente locale. Il rituale è spesso è associato a livelli di civiltà primitivi, in cui è ancora diffusa la convinzione che esista una legge morale oggettiva, e che certi comportamenti siano a priori indesiderabili. Il paradosso dell’assolutismo morale è che spesso i comportamenti vietati sono proprio quelli più desiderati – segretamente o pubblicamente. Non è chiaro se il divieto in sé sia causa (o anche solo concausa), o semplicemente operi come catalizzatore di un circolo di proibizioni, esasperazione, sotterfugi e colpe.

La peculiarità di questo posto è che la tradizione del capro espiatorio è sopravvissuta all’avanzamento culturale e tecnologico della popolazione. E’ peraltro interessante come echi di tradizioni antiche, nate su una diversa impostazione della civiltà, siano ancora ben discernibili, anche se mescolate a contributi successivi. Il capro un tempo era semplicemente uno dei molti animali disponibili all’interno dell’insediamento, e fino ad un istante prima di essere scelto per il sacrificio non aveva subito nessun trattamento. Era, sostanzialmente, un normalissimo ovino, impegnato a brucare, saltare, emettere belati agghiaccianti e, quando possibile, accoppiarsi.
L’evoluzione della civiltà ha reso sempre meno presenti gli animali all’interno degli insediamenti urbani, con un progressivo distacco tra la vita rurale e cittadina. Trovando però insoddisfacente l’idea di un capro che viene importato in città apposta per la cerimonia di espiazione, si è fatta largo l’idea che l’animale debba passare un periodo più o meno lungo all’interno dell’area urbana da ripulire. Il  capro viene quindi lasciato libero di girare tra case e giardini, con il divieto assoluto per tutti di toccarlo o interagire. Speciali incaricati – in parte sacerdoti, in parte messi comunali – sorvegliano l’animale notte e giorno, lo nutrono, e gli impediscono di lasciare i confini stabiliti. All’animale viene anche impiantato un dispositivo elettronico sottopelle che rende possibile seguirne gli spostamenti in tempo reale.
Fino a qui niente di eccezionale. La cosa degna di nota è la muta.
L’espiazione avviene annualmente, ed il giorno successivo alla cerimonia un nuovo capro viene portato in città e liberato, in modo da permettergli di assorbire i peccati della popolazione per un intero anno. In questo periodo, il capro cambia. Se l’area urbana è contraddistinta da crimini violenti il pelo dell’animale si farà rosso e folto, le corna diverranno grosse e appuntite e gli zoccoli affilatissimi. Il carattere dell’animale muterà di conseguenza, aumenteranno gli attacchi ai passanti, ed arrivati al giorno della cerimonia quello che in origine era un placido ovino sarà trasformato in una temibile fiera. Il capro che passerà l’anno urbano in un’area ad alta concentrazione di attività finanziarie diventerà grasso e avido, con una predilezione al saltare sui tetti delle auto più costose e, se ne avrà la possibilità, strapperà orologi e braccialetti d’oro agli incauti passanti. Il capro di un’area nota per la prostituzione e la mercificazione sessuale farà bella mostra di un membro enorme e perennemente turgido. E così via: ogni peccato ha i suoi effetti sul capro, e più forti sono i peccati più la trasformazione dell’animale è profonda.
L’evoluzione del capro è costantemente monitorata, discussa e registrata, tanto che è normale per chi viaggia consultare i capri degli anni precedenti per farsi un’idea di cosa aspettarsi dall’area visitata. La politica locale ne viene influenzata, e ogni candidato sindaco promette capri migliori – spesso paventando effetti mostruosi nel caso in cui dovesse vincere il loro rivale. Anche assicurazioni, compagnie di viaggio e ospedali ne tengono conto in sede di pianificazione. Pare che invece nessuno abbracci con convinzione l’idea di non commettere peccato e non far trasformare l’animale.

AZIONE CONSIGLIATA: annnessione.

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